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Pirati! Briganti da strapazzo, uno stop motion tutto da ridere

15 Apr

Amanti di Wallace and Gromit e dei pupazzi di plastilina creati da Nick Park e animati in stop motion, dimenticate La Maledizione del Coniglio Mannaro, Capitan Pirata e la sua ciurma vi faranno ridere ancora di più, soprattutto se la vostra infanzia è stata riempita con le avventure grafiche di Monkey Island. Pirati! Briganti da strapazzo mischia un po’ di Guybrush Threepwood con un pizzico di Jack Sparrow, ma è un film del tutto originale, ispirato alle avventure scritte da Gideon Defoe (sceneggiatore anche del film), e che mantiene intatta l’eredità di Nick Park, stavolta non coinvolto nel progetto della Aardman Animations.

Capitan Pirata (la voce italiana è di Christian De Sica, quella originale di Hugh Grant) è il leader di una ciurma sgangherata, che passa il tempo a discutere sul fatto che sia meglio «sciabolare» o «saccheggiare», con un pirata albino dall’aspetto malaticcio, che dell’essere pirata ama «la possibilità di beccarsi malattie esotiche», uno che è completamente rattoppato tra gambe di legno, uncino e una protesi nasale che non è altro che un tappo di sughero, un altro che in realtà è “altra”, e soprattutto un pappagallo che in realtà non è un pappagallo.

Una banda così non può che suscitare l’ilarità dei colleghi più sanguinari, tanto più che la povera ciurma non riesce a tirar fuori un doblone dalle navi che saccheggia. Così, il sogno di Capitan Pirata di vincere il premio di “Pirata dell’anno” sembra davvero irrealizzabile. L’incontro con Charles Darwin e la scoperta che il pennuto Polly in realtà è l’ultimo Dodo rimasto sulla terra, cambieranno la storia, portando il galeone sul Tamigi e i pirati fino a un incontro frontale con la regina Vittoria, la più acerrima nemica dei filibustieri.

Il rispetto dei colleghi Capitan Pirata lo guadagnerà solo scoprendo se stesso, con un atto di estremo coraggio per rimediare a un errore compiuto e ricompattare la sua ciurma. In mezzo una serie di gag esilaranti, con qualche punta di umorismo decisamente british, citazioni cinematografiche e letterarie, e una scimmia addestrata da Darwin a portare smoking e monocolo, e comunicare nel linguaggio umano attraverso a dei cartoncini con su scritte le parole necessarie.

Da vedere!

La più piccola star del cinema

30 Set

Come Alice porta i capelli biondi ed è vestita di bianco e blu. È la più piccola eroina dell’animazione in stop-motion, protagonista di Dot, l’ultimo cortometraggio prodotto dalla Aardman di Nick Park (creatore di Wallace and Gromit e di Shaun the Sheep) e interamente girato con un Nokia N8 e con l’ausilio del Cellscope, una speciale lente di ingrandimento applicata all’obiettivo del cellulare. Una tecnica che potrebbe rappresentare una nuova frontiera del cinema.

Dot vive in un mondo alto 9 millimetri, fatto di lana, foglie secche e trucioli di matita, che le si disfa alle spalle mentre corre disperatamente verso la salvezza. Aiutata da un’ape che la porta in volo sul dorso, Dot cade ed è costretta ad affrontare il mostro che la insegue (molto simile al nulla della Storia Infinita) armata solo di due aghi.

Dura poco più di un minuto e mezzo ed è un piccolo capolavoro dell’animazione in stop-motion. Vedere per credere.