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The Avengers, una squadra molto speciale

26 Apr

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Benedetto sia per sempre chi ha inventato Tony Stark e l’ha fatto ironico, sarcastico, arrogante ed egocentrico. Se il minestrone di supereroi Marvel di The Avengers funziona, il merito è soprattutto dell’ingrediente Ironman. Accanto a lui, interpretato come sempre da un ispiratissimo Robert Downey Jr, anche la scialba retorica nazionalista e militarista di Capitan America (Chris Evans) e la magniloquenza aristocratica di Thor (Chris Hemsworth) risultano meno stucchevoli.

Ironman non è protagonista in senso stretto, ma è senza dubbio il collante perfetto del gruppo. Le sue battute sono le più divertenti del film, come quando chiede a un Capitan America prigioniero di un anacronismo molto ben reso, come possa essere così in forma nonostante sia nato circa un secolo prima: “Qual è il segreto, Pilates?”. O come quando allo stesso eroe a Stelle e strisce che prova a frenarne la carica sostenendo la necessità di “un piano d’attacco”, lui risponde: “Io ho un piano: attacco!”.

E questo è Tony Stark, questo e molto di più, perché dopo tutto, come lui stesso spiega, sotto l’armatura resta pur sempre “Un genio, miliardario, playboy, filantropo”. L’Ironman di Joss Whedon, inserito in un contesto corale, è anche migliore delle prime due apparizioni da solista, ma The Avengers non è tutto qui.

Il film è un mix riuscitissimo di azione e comicità, tra dialoghi taglianti e inquadrature spettacolari, combattimenti mai banali esaltati da un 3D superbo, con livelli di realismo mai raggiunti prima, e un villain di gran classe. Loki è meno stratega e più rancoroso che in Thor, ma fa pur sempre la sua figura. Merita senza dubbio una citazione anche l’Hulk di Mark Ruffalo, senza dubbio il più riuscito della serie. Il gigante verde si fa attendere non poco prima di fare la sua comparsa, ma ne vale davvero la pena. Lo scontro con Loki, il modo e la battuta con cui lo liquida sono destinati a diventare cult, così come l’ordine impartitogli da Steve Rogers prima dell’attacco finale. Capitan America pianifica la strategia, dà a tutti un compiti preciso, poi arriva Hulk e gli dice semplicemente: “Hulk, spacca”.

È tutto questo a rendere The Avengers il miglior cinecomic finora sfornato dalla Marvel, nonstante la presenza di due personaggi un po’ più insipidi come Vedova Nera (Scarlett Johansson, già presente in Ironman 2) e Occhio di Falco (Jeremy Renner), ai quali manca un background approfondito come quello degli altri quattro eroi. E non è finita qui, perché nel finale Nick Fury (Samuel L. Jackson), capo dell’agenzia segreta S.h.i.e.l.d. e vero e proprio demiurgo della squadra, lascia tutti con una promessa: “I vendicatori torneranno perché e avremo bisogno”. Promessa o minaccia, perché il rischio di rovinare un’opera davvero azzeccata e piuttosto forte.