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Un western e qualcosa di più

25 Feb

L’ambientazione e la collocazione cronologica sono quelle classiche del genere, ma Il Grinta è molto più di un western: è un film dei Coen. E come ogni film dei Coen che si rispetti esplora i meccanismi attraverso i quali operano le relazioni umane. I tre personaggi centrali della storia non potrebbero essere più distanti tra di loro per storie e personalità, ma alla fine restano legati da un’amicizia che li accompagnerà fino alla tomba.

Potere di un’esperienza, una sola, vissuta insieme, tra accesi scambi di opinione e litigi capaci di far nascere e crescere una stima reciproca che sopravviverà anche quando i tre, inevitabilmente, non si vedranno più.

E il bello è che a fare da collante sia una quindicenne dalla sagacia e dalla perseveranza straordinarie, talmente convinta di voler vendicare la morte del padre da dimenticarsi di essere solo una ragazzina e da riuscire a imporre la proprio personalità su due sceriffi grandi e grossi. Hailee Steinfeld è semplicemente straordinaria, meriterebbe l’Oscar e potrebbe vincerlo. Credibile in un ruolo che sarebbe difficile anche per un’attrice ben più matura di lei e bellissima nella sua giovanissima età. Lontana dall’essere eclissata dalla presenza al suo fianco di mostri sacri come Matt Damon e, soprattutto Jeff Bridges, sembra invece esaltarne le qualità.

I tre trovano un’armonia perfetta nel corso del loro viaggio, iniziato tra mille perplessità e diffidenze e concluso con un atto di altruismo che svela il lato più tenero e nascosto dell’implacabile sceriffo Cogburn. I due cowboy si inchinano di fronte alla straordinaria maturità della bambina che li accompagna, come Bridges e Damon applaudono alla bravura della piccola attrice che recita con loro. Il tutto sotto la lente di ingrandimento di due sociologi come Joel e Ethan Coen. Stupendo!