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In viaggio tra le stranezze (e le normalità) dell’America

25 Feb

Una coppia, un sogno, il più classico, che si sta per realizzare. American Life è uno dei film più riusciti dell’ultima stagione cinematografica, una commedia amara azzecatissima di Sam Mendes (American Beauty e Revolutionary Road).

Burt (John Krasinski) e Verona (Maya Rudolph), sono a soli tre mesi dalla nascita del loro primo figlio quando la loro vita viene sconvolta. I genitori di lui (quelli di lei sono morti quando aveva 22 anni) si “rifiutano” di fare i nonni, preferendo un trasferimento in Belgio. Senza più una ragione per restare nella loro città, Burt e Verona cominciano un tour per l’America del nord alla ricerca del posto e degli amici migliori con cui iniziare una nuova vita.

Tra coppie sull’orlo di una crisi di nervi e hippie seguaci del continuum che detestano i passeggini (strepitosi Maggie Gyllenhaall e Josh Hamilton), i due scopriranno in Canada come ci si possa amare sanamente e far funzionare una famiglia nonostante le difficoltà della vita, e troveranno nella visita al fratello di Burt (Jeff Daniels) l’ultimo spunto di riflessione per il loro futuro, che appare ottimistico anche senza il matrimonio.

American Life diverte, ai limiti della risata sfrenata, perché è surreale ma realistico, commuove, quasi fino al pianto, perché sentimentale ma non sdolcinato, e fa riflettere perché la storia di Burt e Verona è così comune che potrebbe appartenere a uno qualunque tra noi. Come in American Beauty, Mendes coinvolge e convince, accompagnando lo spettatore in una montagna russa di emozioni che si conclude con un sorriso e qualche lacrima. American Life non è un film sull’America, è un film sulla Vita, quella con la “v” maiuscola.